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Nicoletta Bonarelli, "Dal vero all'anima"

Ad Ancona fino al 1 novembre una mostra ne riscopre il volto e la storia

Data :

13 settembre 2026

Categorie:
Cultura
Municipium

Descrizione

 Dal 12 settembre al 1° novembre 2026 la Pinacoteca Civica “F. Podesti” di Ancona ospita “Nicoletta Bonarelli. Dal vero all’anima”, mostra dedicata alla pittrice Nicoletta Bonarelli (Pesaro, 1906 – Cineto Romano, 2002) e curata da Michele Servadio, storico dell’arte, socio effettivo della III Classe dell’Accademia Marchigiana di Scienze, Lettere ed Arti che si è fatta carico del progetto e autore della monografia che nel 2025 ha ricostruito per la prima volta la vita e l’attività dell’artista, pubblicando anche un primo corpus di sue opere fino ad allora inedite.
 
L’esposizione nasce in stretto rapporto con quel volume e con i dipinti che esso ha portato alla luce. Il percorso di Bonarelli si apre nel 1929, quando la pittrice si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Roma seguendo i corsi di pittura da cavalletto e di decorazione murale: durante le lezioni viene notata da Ferruccio Ferrazzi, che la vuole presto fra le sue allieve predilette. Le opere giovanili, fra cui Paesaggio e Figura, entrambe del 1936, restano nell’orbita della Scuola Romana e della sua componente più malinconica, quella di Scipione, con alberi spogli, architetture attraversate da luci rosse e riferimenti dichiarati a El Greco. Sono anni di intensa attività espositiva: fra il 1932 e il 1941 Bonarelli partecipa a rassegne sindacali e collettive a Pesaro, Ancona, Roma, Firenze, Recanati, Zara e Milano, un percorso che testimonia un inserimento non episodico nel sistema espositivo dell’arte marchigiana e nazionale del tempo.
In questo percorso Ancona occupa un posto documentato. Nata a Pesaro da un’antica famiglia aristocratica anconetana, la pittrice espone più volte nel capoluogo dorico prima della mostra attuale: al Teatro Stamira nel 1935, nel 1936 e nel 1938, in occasione rispettivamente della terza, della quarta e della sesta mostra sindacale interprovinciale d’arte marchigiana e nel 1939 al Palazzo didattico Podesti, per la settima edizione della stessa rassegna.
Il 1941 segna una cesura netta. Sposata con lo scultore e architetto Ferdinando Galli, suo compagno di Accademia, Bonarelli dà alla luce in quell’anno l’unico figlio, Francesco, affetto dalla sindrome di Down. Da quel momento la pittrice si ritira insieme al marito a vita privata, interrompendo per il resto della sua esistenza la partecipazione a mostre ed esposizioni pubbliche: le opere successive restano quindi sottratte alla vista del pubblico per volontà della stessa autrice, che le considera troppo personali. È a questa fase che risale il dipinto L’ombra (1941-1944), in cui una donna, riconoscibile come un autoritratto, cammina in uno spazio sospeso fra giallo, blu e rosso, seguita da un’ombra resa solida e stabile rispetto a lei.
Dal 1947 il linguaggio pittorico di Bonarelli comincia a cambiare in modo sostanziale: fra la fine del decennio e i primi anni Cinquanta prendono forma le opere che la critica ha chiamato le Figure, immagini sospese ed eteree in cui l’artista trasferisce il proprio tormento interiore. Nello stesso periodo, dopo un decennio di isolamento, fonda a Roma, prima in via Filangeri, poi in via Condotti, una scuola d’arte femminile che rimane attiva per circa cinquant’anni, formando diverse allieve, fra cui Titina de Filippo e Ornella de Cataldo. Il suo linguaggio si allontana intanto in modo definitivo dalla Scuola Romana, in un percorso che, tra la fine degli anni Quaranta e la fine degli anni Cinquanta, la conduce verso una riflessione più ampia sulla condizione femminile: ai riferimenti a El Greco e Tintoretto si affiancano le lezioni di Picasso e Cézanne, insieme a suggestioni tratte dagli idoli arcaici del Neolitico. Prende corpo l’archetipo della Grande Madre, legato a maternità e abbondanza, spesso raffigurato in mezzo al mare dentro gusci primordiali. Solo negli anni successivi, una volta elaborata la maternità, quell’iconografia lascia il posto alla donna sola, protagonista delle Figure Femminili Archetipiche: soggetti privi della presenza del bambino, accompagnati solo da elementi minimi, uno specchio, una sdraio, che ne definiscono il contesto senza intaccarne la centralità solitaria. A metà degli anni Novanta lo stile compie un’ulteriore svolta verso l’essenzialità: i tratti del volto scompaiono e le opere si riducono a forme quasi geometriche in cui restano, sparsi, pochi attributi del femminile come i capelli o, talvolta, un triangolo e una mela.


INFORMAZIONI
Nicoletta Bonarelli
Dal vero all’anima”
a cura di Michele Servadio
Pinacoteca Civica “F. Podesti” – Ancona
12 settembre – 1 novembre 2026
Orari
Fino al 30 settembre: martedì-giovedì 16:00-19:00; venerdì 14:00-19:00; sabato, domenica e festivi 10:00-13:00 e 16:00-19:00
Dal 1° ottobre: martedì-giovedì 15:00-18:00; venerdì, sabato, domenica e festivi 10:00-13:00 e 15:00-18:00

PROGRAMMA DELLE INIZIATIVE 
Mercoledì 23 settembre ore 17,00
Il volto dell’amore. Maternità arte e cura.
Diventare madre, dall’opera di Nicoletta Bonarelli al vissuto di oggi.
Saluti istituzionali Comune di Ancona-
dott. Massimo Mazzieri, Direttore Socio Sanitario AST di Ancona.

1. La psicologia della maternità.
La maternità come crisi di trasformazione identitaria profonda.
Dott.ssa Valeria Tossichetti, Psicologa e psicoterapeuta, Responsabile del Consultorio Familiare AST 2.

2. La maternità oggi - Risorse e accompagnamento. Cosa succede concretamente quando una madre è in difficoltà.
Silvia Zoppi
Ostetrica Consultorio Familiare Ambito Ancona.
Valeria Bezzeccheri
Ginecologa Consultorio Familiare Ambito Ancona.

3. Un altro modo di guardare il mondo – Cronaca di una madre
Franco De Felice.
Docente di Psicologia del Lavoro nei Servizi Socio Sanitari e di Organizzazione e Gestione dei Servizi Socio Sanitari ed Educativi.

Interverrà Fiammetta Cingolani.
Modera Maria Angela Daretti.
Letture a cura di Patrizia Giardini e Marcello Moscoloni.


Mercoledì 30 settembre ore 17,30
Storie di donne, tra maternità, disabilità e violenza.
Margherita Carlini
Psicologa clinica, psicoterapeuta, criminologa forense e operatrice dello sportello antiviolenza
Laura Catena
Avvocata del foro di Ancona e operatrice dello sportello antiviolenza.

Venerdì 16 ottobre ore 16,30
Pioniere: storie di donne e musei
Patrizia Dragoni
Professoressa ordinaria di Museologia e critica artistica e del restauro –
Università degli Studi di Macerata.

Venerdì 23 ottobre ore 16,30
Un linguaggio universale.
La maternità nella pittura di Nicoletta Bonarelli.
1. Ipotesi ispirative per il tema della maternità dalle raccolte doriche.
Rodolfo Bersaglia,
Storico dell'arte, docente e saggista

2. Nicoletta Bonarelli. La riscoperta di un’artista del Novecento.
Giuliana Pascucci,
Storica dell'arte, curatrice e responsabile scientifica dei Musei Civici di Palazzo BuonaccorsI

3. Il linguaggio della maternità nella produzione artistica di Nicoletta Bonarelli.
Michele Servadio,
Curatore della mostra


SCHEDE BIOGRAFICHE:

Fra le più interessanti pittrici del panorama artistico marchigiano e laziale del Novecento, Nicoletta Bonarelli (Pesaro, 1906 – Cineto Romano, 2002) ha saputo infondere nelle sue opere l’essenza stessa della sua vita, in particolare la sua esperienza di donna e madre. Partendo dal vero, da quel dato sensibile che per sua stessa ammissione le era strettamente necessario, è riuscita a restituire nei suoi dipinti il puro sentimento, privo di qualsivoglia contaminazione politica, sociale o ideologica. Nata a Pesaro da un’antica famiglia aristocratica anconetana e trasferitasi giovanissima a Roma, si è formata all’Accademia di Belle Arti della capitale, allieva prediletta di Ferruccio Ferrazzi. Il suo percorso stilistico, partito da un’iniziale appartenenza alla Scuola Romana, giunse a partire dal secondo dopoguerra a uno stile personale e inconfondibile, incentrato nelle sue drammatiche scene di maternità e nelle sue grandi e monumentali figure femminili archetipiche. Nicoletta Bonarelli non è stata solo una grande artista, ma anche un’insegnante attenta e capace di creare attorno a sé e alla sua scuola d’arte romana una vera e propria comunità femminile di giovani allieve. Questo volume, oltre a pubblicare un primo corpus delle sue opere finora inedite, ricostruisce la sua vita e la sua produzione artistica, dalle prime partecipazioni alle mostre sindacali alle grandi esposizioni nazionali, fino alla definitiva affermazione della sua cifra stilistica, caratterizzata dall’incontro del suo moderno linguaggio post-cubista con l’arte classica dei grandi maestri del passato.

Michele Servadio è dottore magistrale in Storia dell’Arte, Ricerca Storica e Giurisprudenza, socio effettivo della III° Classe dell’Accademia Marchigiana di Scienze, Lettere ed Arti e socio corrispondente della Deputazione di Storia Patria per le Marche. Studioso della contemporaneità, ha collaborato con le riviste “Storia e problemi contemporanei” e “Atti e Memorie”. Curatore e critico di numerose mostre d’arte, si occupa prevalentemente di arte italiana dell’Ottocento e del Novecento. Con Affinità Elettive ha pubblicato nel 2024 la monografia dal titolo “Il poeta e la città. Palermo Giangiacomi: la vita, le opere, il tempo” e nel 2025 il volume “Nicoletta Bonarelli. Dal vero all’anima: vita e opere di una pittrice del Novecento”.

Ultimo aggiornamento: 13 settembre 2026, 13:08

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