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In Comune stamattina la Delegazione della Commissione Europea per la Pesca

Criticità e prospettive al centro dell’incontro cui ha partecipato Università Politecnica delle Marche

Data :

23 settembre 2026

Categorie:
Ambiente
In Comune stamattina la Delegazione della Commissione Europea per la Pesca
Municipium

Descrizione

 
Arrivata ad Ancona ieri sera, dove ha incontrato gli operatori locali, è stata accolta stamane nella sala consiliare del Comune dal Sindaco Daniele Silvetti la delegazione degli eurodeputati della Commissione per la Pesca, guidata dalla deputata Isabelle Le Callennec (PPE, FR), che nei giorni scorsi ha fatto tappa in Veneto e in Emilia-Romagna incontrando gli addetti del settore. Ancona, destinazione finale della missione, è peraltro uno dei più importanti porti pescherecci d’Italia, si è espressa la delegazione. Sebbene non disponga del maggior numero di imbarcazioni, è un importante polo per tonnellaggio e sbarchi. Il porto è parte integrante dell’identità marittima della città, come testimoniano anche i piatti della tradizione locale.
L’incontro con gli eurodeputati presenti stamane in sala consiliare: Francisco Millán Mon (PPE, ES), Siegbert Droese (ESN, DE) e  Carlo Ciccioli (ECR, IT), si è aperto con il saluto del Sindaco Silvetti e con la relazione del prof. Vincenzo Caputi Barucchi del Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente dell’Università Politecnica delle Marche sui temi più significativi relativi allo stato di salute delle specie ittiche del nostro mare, soffermandosi su sardine e moscioli – il simbolo, questi ultimi, di Ancona e del Conero- sul fenomeno delle mucillagini e dei cambiamenti climatici e su quanto la Scienza -e l’Università, che ad Ancona ha attivato corsi specifici- può fare nel rapporto con il mondo delle imprese e dell’economia del mare. Ai presenti il prof. Barucchi ha diffusamente rappresentato agli europarlamentari la figura dello scienziato anconetano Luigi Paolucci, antesignano negli studi di Biologia e Zoologia. Ad effettuare una sintesi del percorso compiuto dalla delegazione della Commissione europea nel territorio italiano, l’eurodeputato Carlo Ciccioli che ha raccontato come- visitando Chioggia (sede del più grande mercato ittico all’ingrosso dell’Adriatico), il Polesine, Goro, Cesenatico e in coda Ancona, incontrando gli stake holders e le comunità locali- la Commissione abbia registrato ovunque problematiche e disagi di un comparto un tempo molto fiorente e da alcuni decenni decisamente in ribasso, individuando nella diminuzione delle licenze, nella demolizione delle barche e nella limitazione della flotta un evidente segnale della crisi del settore pesca in Italia. Secondo l’europarlamentare una serie di provvedimenti di contenimento della pesca ha cambiato il panorama del settore, al punto che il prodotto è oggi importato per il 70-80% dal resto del mondo, in particolare dai Paesi extraeuropei.
In vista della visita, la capa delegazione Isabelle Le Callennec (PPE, FR) aveva dichiarato a riguardo: “l’Alto Adriatico è uno dei bacini marini più produttivi d’Europa, ma anche uno dei più fragili. Oggi le comunità di pescatori stanno pagando un prezzo molto alto a causa dell’emergenza del granchio blu e dell’aumento vertiginoso dei costi del carburante. A queste pressioni si aggiungono le nuove sfide legate ai cambiamenti climatici e alle tensioni geopolitiche, che richiedono risposte rapide e mirate, pienamente adeguate alle realtà socioeconomiche locali. Questa visita ci permette di vedere da vicino le sfide che il settore si trova ad affrontare. I pescatori dell’Adriatico, come quelli di tutta l’UE, hanno bisogno di strumenti rapidi ed efficaci per proteggere il proprio sostentamento; porteremo direttamente a Bruxelles la loro voce, trasformando la conoscenza delle loro esigenze in azioni concrete”.
 
Ha parlato di un ”mare europeo”, di una gestione unitaria che coinvolga Paesi e operatori il Sindaco Silvetti che si è detto convinto che sia questa la migliore forma di programmazione con cui affrontare congiuntamente le problematiche della sostenibilità, delle quote ittiche e le questioni che riguardano le grandi marinerie. “Se si ha una visione europea – ha detto- si possono affrontare le questioni dello sviluppo e delle problematiche ambientali, diversamente si rischia di non dare risposte, penalizzando l’economia del mare. Ad Ancona speriamo di essere andati oltre l’accoglienza, di avere fornito spunti importanti per quanto riguarda gli sviluppi delle marinerie e un nostro piccolo contributo su quelle che sono le prospettive e i progetti per la tutela dello sviluppo delle specie, del mosciolo selvatico, in particolare con la collaborazione delle istituzioni scientifiche e degli operatori della pesca”.
 

Ultimo aggiornamento: 23 settembre 2026, 12:15

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