Descrizione
Tra gli atti approvati oggi dalla giunta comunale la revisione della Disciplina sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari, un tema di forte attualità che vede il Comune di Ancona coinvolto in un'iniziativa di portata nazionale promossa da Coldiretti.
I motivi principali che hanno spinto le amministrazioni locali, inclusa quella di Ancona, a richiedere una revisione delle norme comunitarie (in particolare del Codice Doganale dell'Unione) sono legati alla protezione del Made in Italy e alla trasparenza verso il consumatore. Centrale il dibattito riguardante il cosiddetto "Codice Doganale", che attualmente permette a un prodotto di essere etichettato con l'origine del Paese in cui è avvenuta l'ultima trasformazione sostanziale, anche se le materie prime provengono interamente dall'estero. Il Comune di Ancona, seguendo l'esempio di altre città marchigiane e italiane, è stato chiamato ad adottare una delibera di indirizzo per sollecitare il Governo e il Parlamento Europeo a modificare il Codice Doganale per far sì che l'origine sia legata al luogo di coltivazione/allevamento della materia prima prevalente. A livello europeo, la spinta verso questa revisione è stata accelerata dal Regolamento (UE) 2024/1143, pienamente operativo nel 2025/2026), che ha già rafforzato la protezione delle DOP e IGP. Tuttavia, la richiesta attuale dei Comuni mira ad andare oltre le denominazioni protette, coprendo l'intera gamma dei prodotti agroalimentari. Quale porto commerciale, tra i principali del Mediterraneo, Ancona rappresenta un punto nevralgico in questo dibattito.
La delibera impegna il Sindaco ad attivarsi nei confronti dell’ANCI Marche – perché si faccia promotrice di tutte le azioni necessarie presso le competenti sedi istituzionali eurounitarie, anche tramite il Comitato europeo delle Regioni.
“Ancona prende una posizione netta” - chiarisce l’assessore alle Attività economiche Angelo Eliantonio. “Serve più trasparenza sull’origine dei prodotti e una tutela concreta del Made in Italy. L’attuale normativa crea ambiguità che penalizza le nostre imprese. L’origine deve essere legata alla materia prima: è una questione di correttezza verso i consumatori e di equità per chi produce davvero.” Condividiamo l'iniziativa promossa dalla Coldiretti, è fondamentale per tutelare il consumatore dagli equivoci”- dichiara da parte sua l’assessore alla Tutela dei Consumatori, Orlanda Latini - “Chi legge "Made in Italy" deve essere certo di dove si svolge la filiera produttiva, le etichette devono essere trasparenti su origine e qualità. Peraltro, l'iniziativa per Ancona è particolarmente importante: il territorio comunale, infatti, si distingue per la presenza di produzioni agroalimentari di pregio, espressione delle tradizioni locali e dell’identità economica e produttiva della comunità.”
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Ultimo aggiornamento: 23 aprile 2026, 16:03