Cos'è
Mercoledì 4 novembre ore 20:30 al Teatro delle Muse, si terrà un'anteprima di uno spettacolo della stagione di Prosa e Danza di Marche Teatro 2026/2027.
Marco Polo e le città invisibili
DESCRIZIONE EVENTO
La società a cui si rivolge oggi l’azione teatrale è una società che definirei anaffettiva.
Non è ostile, non è fanatica, ma semplicemente, come Pirandello prediceva nel finale incompiuto de I Giganti della Montagna, tiene "lo sguardo altrove".
Il compito di un Teatro pubblico come Marche Teatro è proprio quello di intercettare questo sguardo distratto.
Dobbiamo usare il sogno per risvegliare l’attenzione sulla vita.
Il confine tra vita e teatro, d’altronde, è labile quanto quello tra realtà e sogno.
Non ci basta più un teatro che sia solo specchio della natura.
Oggi serve un edificio magico capace di costruire sogni, capace di colmare il vuoto emotivo con lo stupore.
E lo stupore più potente, oggi, risiede nella poetica delle diversità. È da questa urgenza che nasce il tema della stagione 2026/2027, "SEGNI diversi".
DESCRIZIONE SPETTACOLO
MARCO POLO E LE CITTÁ INVISIBILI
Ispirato a "Le Città invisibili" di Italo Calvino
Adattamento e drammaturgia di Edoardo Erba
Con Luca Zingaretti, Gianluigi Fogacci, Massimo Reale, Arianna Primavera e Camilla Diana
Regia e scene di Giuseppe Dipasquale
Costumi Stefania Cempini
Musiche Germano Mazzocchetti
Una produzione MARCHE TEATRO, del Teatro di Roma – Teatro Nazionale, del Teatro Stabile di Bolzano e Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini
A cinquant’anni dalla sua pubblicazione, "Le città invisibili" di Italo Calvino approda per la prima volta sui palcoscenici italiani in una riduzione di prosa organica.
Si tratta di una vera e propria reinvenzione teatrale firmata da Edoardo Erba, che trasforma l’atlante poetico di Calvino in un thriller psicologico e politico di bruciante attualità.
L’incontro tra la scrittura di Edoardo Erba e la visione registica di Giuseppe Dipasquale dà vita a un corpo a corpo serrato tra due archetipi della nostra civiltà: il potere che vuole possedere e catalogare (il Gran Kahn) e l’intelligenza che vuole interpretare e sognare (Marco Polo).
L’incontro tra la scrittura di Edoardo Erba e la visione registica di Giuseppe Dipasquale dà vita a un corpo a corpo serrato tra due archetipi della nostra civiltà: il potere che vuole possedere e catalogare (il Gran Kahn) e l’intelligenza che vuole interpretare e sognare (Marco Polo).
La presenza di Luca Zingaretti garantisce una profondità interpretativa capace di restituire la complessità del personaggio calviniano, rendendolo vicino, carnale e umano.
Ad affiancarlo saranno quattro attori tra i quali spiccano Gianluigi Fogacci e Massimo Reale.
In un Oriente che è luogo della mente, un uomo si presenta alla corte di Kublai Kahn dichiarando di essere Marco Polo.
È davvero lui o è un impostore? Il Kahn, annoiato da un impero che sente marcire tra le dita, lo sfida: sarà la forza dei suoi racconti a decidere della sua vita.
In un’atmosfera sospesa tra l’interrogatorio di stato e il gioco di seduzione, Marco Polo descrive città che sembrano scaturire da un futuro che noi già abitiamo.
Le città non sono più solo miraggi poetici, ma diventano diagnosi del nostro presente: metropoli soffocate dai rifiuti, reti invisibili di connessioni digitali, deserti di omologazione.
Il duello prosegue fino a una rivelazione finale che scardina i confini del tempo e dell’identità.
Attraverso segnali ermeneutici e incursioni nel linguaggio contemporaneo (dagli algoritmi alle sostanze indistruttibili), lo spettacolo svela come il Marco Polo di Calvino sia in realtà lo sguardo dell’uomo di oggi che osserva le macerie e le speranze della modernità.
Lo spettacolo è una messa in scena che rifugge l’esotismo didascalico per puntare su un’estetica simbolica, dove la luce e il vuoto diventano i veri protagonisti del salone imperiale.
"Le città invisibili" è un titolo che esercita un richiamo magnetico su un pubblico trasversale: dai cultori della grande letteratura ai giovani che riconoscono in Calvino un profeta del loro tempo. È uno spettacolo che interroga la nostra capacità di vivere nelle città contemporanee, offrendo al pubblico non solo un’esperienza estetica sublime, ma anche una risposta etica alla crisi del presente: l’invito a cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e dargli spazio, e farlo crescere.
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
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In allegato è possibile trovare il programma della stagione.
A chi è rivolto
L'evento è aperto a tutta la cittadinanza
Date e orari
04 nov
04
nov
Costo
Luogo
Punti di contatto
Ultimo aggiornamento: 20 ottobre 2026, 11:24