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Descrizione
ArtèVita è il progetto che negli ultimi due mesi ha trasformato il Museo archeologico nazionale delle Marche in uno spazio di creatività, inclusione e benessere. Attraverso affreschi reinterpretati, bozzetti, quaderni operativi e capi moda ispirati al patrimonio artistico del museo, i giovani partecipanti presentano nel Salone delle Feste del museo il risultato di un percorso che ha unito cultura, espressione personale e relazioni.
Il percorso 2026, intitolato “L’eterno dell’Affresco e l’incanto della Moda”, si è sviluppato dal 16 aprile all’11 giugno attraverso un ciclo di incontri che ha coinvolto giovani con fragilità in un’esperienza capace di intrecciare storia dell’arte, manualità e relazioni interpersonali. I partecipanti hanno lavorato sulla reinterpretazione degli affreschi conservati nel museo, sperimentando in laboratorio tecniche artistiche e progettazione creativa, attraverso la pittura e la moda.
Promosso dal Comune di Ancona, da Palazzo Ducale di Urbino - Direzione regionale Musei nazionali Marche, dall’Azienda Sanitaria Territoriale di Ancona e dall’Accademia Reinart, ArtèVita ha trasformato il M A N Marche in uno spazio di incontro, espressione creativa e benessere psicofisico, mettendo al centro il valore della cultura come risorsa per la salute e la crescita personale.
“ArtèVità: l’eterno dell’affresco e l’incanto della moda” – spiega la referente del progetto Francesca Farina - è un percorso, articolato in sei incontri ospitati all'interno degli spazi museali, progettato per un’esperienza immersiva che unisce dimensione teorica e pratica, immaginazione e manualità.
A ciascun partecipante è stato “affidato un metro quadro di patrimonio”, che ha imparato a osservare da vicino grazie alla visita guidata, comprendere, replicare e reinterpretare con la propria sensibilità attraverso le attività di laboratorio che sono state il fulcro del percorso: affreschi, figurini, capi moda e quaderni operativi, elaborati personali da conservare insieme alla memoria dell’esperienza che li ha generati”.
L’evento conclusivo vede la presenza dei ragazzi protagonisti del progetto. Sono esposti e illustrati i quaderni operativi, i bozzetti, le riproduzioni degli affreschi e i capi moda creati durante le attività laboratoriali. Un video, realizzato ad hoc, ripercorre le diverse fasi del progetto, documentando il lavoro svolto e le esperienze condivise dai partecipanti.
L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato a livello nazionale dal Protocollo d’Intesa tra Ministero della Cultura e Ministero della Salute per la promozione del welfare culturale e della prescrizione sociale (cioè l’approccio che consente a medici, servizi sanitari e servizi sociali di indirizzare le persone verso attività, servizi o risorse della comunità che possono migliorare il loro benessere fisico, mentale e relazionale n.d.r.). Si conferma, in questo modo, il ruolo dei luoghi della cultura come spazi attivi nei percorsi di benessere e inclusione sociale.
Alla presentazione, che si è tenuta oggi, giovedì 11 giugno, nel Salone delle Feste del Museo archeologico nazionale delle Marche, insieme con i ragazzi protagonisti, sono intervenuti i rappresentanti delle istituzioni e delle realtà promotrici che hanno sostenuto il progetto, condividendo i risultati raggiunti e le prospettive future di una collaborazione che ha messo in relazione cultura, servizi sociali, sanità e formazione creativa.
“Il Museo archeologico nazionale delle Marche - afferma il Direttore delegato di Palazzo Ducale – Direzione regionale Musei nazionali Marche Luigi Gallo - grazie al progetto ArtèVita, ha dimostrato di poter essere un laboratorio avanzato di innovazione sociale e culturale. L’esperienza realizzata ad Ancona si colloca in piena sintonia con il Protocollo di Intesa sottoscritto dal Ministero della Cultura e dal Ministero della Salute, che riconosce il valore della cultura come componente dei percorsi di benessere e cura della persona. I musei possono essere luoghi di conoscenza, ma anche spazi di relazione, partecipazione e crescita individuale”.
“Il M A N Marche – dichiara il Direttore del Museo archeologico nazionale delle Marche Diego Voltolini - sta lavorando da alcuni anni per rinnovarsi non solo come contenitore di storia, ma per essere concretamente un attore culturale a tutto tondo. Un luogo della cultura che oggi è sempre più al servizio del cittadino, sviluppando un'idea di museo come spazio nel quale stare bene, nel quale vivere un'esperienza di benessere. Lavorando braccio a braccio, i nostri professionisti della cultura e i professionisti della salute dell'AST, insieme ai Servizi Sociali del Comune di Ancona, hanno concretizzato questa idea in un progetto pilota, dal quale stiamo raccogliendo risultati davvero importanti”.
“ArtèVita - spiega l'Assessore ai Servizi sociali Manuela Caucci - conferma quanto la collaborazione tra istituzioni, servizi sanitari, realtà formative e luoghi della cultura possa generare opportunità significative di crescita, inclusione e benessere per le persone. Ringrazio tutti i soggetti che hanno messo a disposizione competenze, professionalità e risorse per costruire questo percorso, contribuendo al raggiungimento di un risultato di grande qualità. Un ringraziamento particolare va al MAN Marche per la preziosa collaborazione e per l'apertura dimostrata verso progetti che mettono la persona al centro. La straordinaria ricchezza del patrimonio custodito dal museo e la disponibilità a trasformare questi spazi in luoghi di partecipazione e creatività hanno rappresentato un elemento fondamentale per l'esito dell'iniziativa. I ragazzi hanno potuto confrontarsi con opere di grande valore, sperimentando un percorso che ha valorizzato capacità personali, interessi e talenti e che dimostra come la cultura possa diventare una risorsa concreta per il benessere e l'inclusione sociale”.
“I risultati di ArtèVita – afferma il Direttore sociosanitario di AST Ancona Massimo Mazzieri - confermano l’efficacia di un modello sociosanitario innovativo che integra salute, cultura e servizi. Grazie alla collaborazione tra AST, Comune e istituzioni culturali, siamo riusciti a tradurre i principi della prescrizione sociale in opportunità concrete di inclusione e crescita per i giovani coinvolti. Vedere ragazze e ragazzi esprimere il proprio talento attraverso la moda e la pittura dimostra che il benessere si costruisce anche attraverso la partecipazione alla vita culturale della comunità. Desidero ringraziare tutti i partner, gli operatori e i partecipanti che hanno contribuito alla realizzazione di questa esperienza, esempio virtuoso di una sanità sempre più vicina alle persone e ai loro bisogni”.
"Siamo stati ben lieti di aderire al progetto ArtèVita - dichiara il prof. Fabio V. Regina, direttore didattico dell'Accademia Reinart di Ancona - applicando il nostro modello formativo FADE che, coniugando l'analisi del proprie inclinazioni con la Bellezza, l'Arte e il Fashion Design, ha dimostrato appieno la sua validità nel comprendere le proprie emozioni, sempre diverse, immerse in un contesto in continua evoluzione, il che rende il cambiamento e la diversità non un ostacolo ma un'opportunità per crescere e migliorarsi, eliminando pregiudizi e false aspettative che spesso ci condizionano lasciando invece emergere il meglio di noi stessi e la nostra essenza più vera".
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Ultimo aggiornamento: 11 giugno 2026, 15:03